Extramuseum

La storia

17 marzo 1987: il pubblico accorre al Teatro Colosseo per la prima conferenza di GiovedìScienza (che all’epoca si chiamava ancora MartedìScienza). L’idea era nata tra le iniziative culturali di Radioflash 97.7, gestite da Radiostuff Management, per dare continuità nella stagione invernale alle attività di divulgazione scientifica all’aperto che avevano raggiunto il culmine con Experimenta nata nell’estate del 1985.
Radioflash, una radio “libera”, collegata al Partito Comunista Italiano, era in quegli anni, una fornace di idee, un formidabile acceleratore culturale a tutto campo, dalla musica della radio a quella dei grandi concerti, dalla grafica alle iniziative di cultura scientifica.

Così nacquero le esperienze di Videoflash, delle serate al Big Club di Torino con la video music (allora una novità assoluta), la mostra scientifica Visibile/Invisibile nel 1981, alla Mole Antonelliana non ancora sede del Museo del Cinema, con il più alto Pendolo di Foucault mai realizzato (64 m di altezza e un solenne periodo di oscillazione di 15 secondi), le conferenze scientifiche spettacolari con Tullio Regge al Palasport e poi Scienza nel Parco alla Pellerina, con l'utilizzo di telescopi e dei primissimi video-proiettori di grande formato che mostravano la Luna, con il punto di allunaggio dell'Apollo XI nel mare della Tranquillità, Giove con i satelliti galileiani e gli straordinari anelli di Saturno.

Pino Zappalà, all’epoca responsabile del settore culturale o per meglio dire, non emittente di Radio Flash 97.7, propose l’iniziativa con il nome di LunedìScienza all’allora Assessore alla Cultura della Città di Torino Marziano Marzano, che l’accolse con entusiasmo e la promosse in ambito cittadino.
Sin dall’esordio a condurre fu chiamato Piero Bianucci la cui presenza da lì in poi caratterizzò GiovedìScienza concorrendo al suo successo.

Da quel lontano 1987 per un giorno alla settimana GiovedìScienza trasforma il Teatro Colosseo e più recentemente altre sedi della manifestazione, in un laboratorio scientifico dove si affrontano i grandi temi della scienza, dell’energia, le emergenze culturali e le controversie etiche collegate.
Una manifestazione che per qualità dei relatori e dei contenuti, per i livelli di spettacolarizzazione, longevità e per l’imponente partecipazione del pubblico, si è imposta come una delle più importanti in Italia e Europa.

Nel 1988, nasceva Extramuseum divulgazione scientifica che raccolse e potenziò l’esperienza maturata in Radio Flash, sviluppandola, continuando ad affinare il formato con il coinvolgimento di personaggi di grande capacità comunicativa e con l’utilizzo della multimedialità e negli anni ’90 di internet che muoveva i primi passi.
Nel 2005 (XX edizione) Extramuseum affidò GiovedìScienza e le attività dei laboratori divulgativi per le scuole a CentroScienza. un’associazione che la stessa Extramuseum aveva contribuito a fondare pochi anni prima con l’impulso dello stesso gruppo di scienziati, giornalisti e divulgatori, e che tutt’ora sostiene.

ArsLab

ARSLAB II

La Mostra Arslab, allestita con cadenza triennale, è diventata uno degli eventi internazionali del programma culturale della Città di Torino. La crescita della sua importanza è testimoniata dagli apporti di Provincia e Regione Piemonte e, in virtù della partnership con CentroScienza, dal sostegno del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.
Oltre agli storici legami con Extramuseum, Ars Technica e La Villette di Parigi, preziose collaborazioni si sono consolidate nel tempo con Goethe Institut Turin, StadtHaus Ulm, McLuhan Program Toronto, GMD Bonn, ZKM Karlsruhe, Ars Electronica Center Linz, ICC Tokyo, Artec London, MGM Digital Communication Milano e con i Servizi Telematici della Città di Torino.

Metodi ed Emozioni

Xavier Juillot - Geste de Raccordement - Torino 1992

L'installazione, progettata specificamente per la Mole Antonelliana tenendo conto della sua emblematica originalità architettonica, si articola in due parti: all'interno è stata messa in "decompressione" una parte della struttura architettonica di sostegno; all'esterno sono stati lanciati dei fasci dal livello del colonnato, sotto la cupola, e dalla "lanterna".

Experimenta

Macchina "DRIZZACAPELLI"

La macchina "drizzacapelli", un divertente exhibit usato nell’edizione 2003, grazie all’utilizzo dell’energia elettrostatica, fa fluttuare magicamente i capelli nell’aria!

Bicicletta sul filo

Una bicicletta sospesa su un filo a 6 metri di altezza vi permette di pedalare per 25 metri in bilico su di un cavo d’acciaio.

La stabilità della bicicletta è assicurata dal fatto che il centro di gravità si trova al di sotto del cavo. Per costruire una bicicletta sul filo che sia stabile, nulla è lasciato al caso: occorre infatti calcolare il punto geometrico in cui si può immaginare concentrata tutta la sua massa. Questo è il centro di gravità, o baricentro, e deve trovarsi al di sotto del cavo. Ogni oggetto o macchinario costruito dall’uomo, per essere funzionale, deve avere un suo “equilibrio”. Pensate a un motore composto da diverse parti, alcune in movimento, che devono funzionare insieme senza intralciarsi...
Anche la macchina-uomo ha inventato una tecnologia funzionale all’equilibrio, che dipende in parte rilevante dalla componente vestibolare del nostro orecchio interno, dove agiscono i tre canali semicircolari - che danno informazioni sulla posizione della testa nello spazio - e il sistema otolitico, che dà informazioni sulla gravità e sull’accelerazione lineare del corpo in senso orizzontale (avanti-indietro, come nell’accelerazione in auto) e verticale (alto-basso, come in ascensore). Queste informazioni sono trasmesse al cervello e intervengono nei complessi meccanismi di esecuzione dei movimenti volontari. Andare in bicicletta senza perdere l’equilibrio è quindi un’azione complessa, che abbiamo dovuto apprendere integrando le informazioni sensoriali e le prestazioni motorie: un leggero spostamento del sistema bicicletta-ciclista a destra viene compensato con lo spostamento (automatico) del centro di gravità a sinistra.

Progettazione: Ing. Giuliano Fussotto
Realizzazione: Eventi di Tasco - Torino

Starlab

Il planetario portatile

Lo Starlab è un planetario mobile, che impiega in progetti e attività rivolti ai bambini. Si tratta di un luogo artificiale, una palestra in cui far imparare ai ragazzi a riconoscere le costellazioni e ad osservare i corpi celesti, magari stimolati dal racconto di miti e di leggende del cielo o dalla lettura di poesie.
All'interno della cupola gonfiabile, un proiettore riproduce fedelmente gli oggetti celesti visibili a occhi nudo e il loro movimento. Uno speciale cilindro è in grado di proiettare più di 3.000 stelle fino alla classe di grandezza 5.5. Gli astri più splendenti vengono riprodotti attraverso lenti addizionali che ne esaltano i colori naturali. Oltre al cielo stellato, il proiettore è in grado di simulare il percorso diurno e annuo del sole alle varie latitudini, le posizioni dei pianeti, le fasi lunari, ecc.

Progetto:

TorinoLAB Evolution

Nato nel 2003, con il sostegno del MIUR, Compagnia di San Paolo e Comune di Torino, per la realizzazione di una struttura dedicata ai laboratori scientifico divulgativi di CentroScienza, TorinoLAB ha erogato negli anni di attività oltre 1.300 attività coinvolgendo circa 30.000 studenti e 2.500 insegnanti.

"Vita in una goccia d’acqua"

Obiettivi

- Realizzazione di laboratori a supporto della normale attività didattica;

- supportare gli insegnanti nelle attività con laboratori specifici;

- facilitare il processo di formazione continua del corpo docente;

- realizzazione di una piattaforma online ricca di risorse didattiche gratuitamente fruibili;

- integrazione con le attività di laboratorio che si svolgono nell’ambito dei Servizi Educativi della Città di Torino;

- diffondere sul territorio il metodo e le potenzialità della diffusione della cultura scientifica e tecnologica;

- educare i giovani allo spirito di osservazione dei fenomeni naturali e sviluppare le abilità di processo coinvolte nell’apprendimento delle scienze;

- formare animatori nell’attività di laboratorio.

Destinatari

- Studenti e insegnanti della scuola primaria e secondaria di primo grado;

- studenti universitari, addetti museali e alle attività di animazione.

Descrizione

Il progetto si articola in due tappe indipendenti ma strettamente correlate: la prima prevede il coinvolgimento del corpo docente in un miniciclo d’incontri di formazione denominato Fondamenti di Indagine, la seconda invece consiste in un laboratorio didattico vero e proprio e si rivolge al gruppo classe. La partecipazione dell’insegnante al mini ciclo di incontri, sebbene non obbligatoria, è consigliata e auspicabile.

Fondamenti di indagine: caratteristiche generali

Lo sviluppo delle abilità di ogni studente, l’attivazione delle competenze sono l’obiettivo di strategie educative circolari che muovono dal rapporto docenti-allievo a quello tra il docente e il gruppo classe, in un processo continuo e integrativo. La necessità di personalizzare l’apprendimento, di valorizzare le identità personali è centrale in ogni percorso che porti a rendere responsabile nell’apprendere, punto di partenza obbligato per evitare ogni sterile contenutismo. Tra le tante parole chiave che sintetizzano questo nuovo contesto pedagogico figura la curiosità, motore di ogni indagine personale, spinta ad apprendere, e su questa vogliamo centrare il lavoro del workshop Fondamenti d’Indagine.

I laboratori: caratteristiche generali

I laboratori proposti hanno caratteristiche diversificate e flessibili. Alcuni sono più specifici per i bambini della scuola primaria, altri risultano più adatti a quelli delle scuole secondarie di primo o secondo grado, altri ancora sono modulabili per ogni fascia di età. In alcuni casi infatti si impareranno molte cose attraverso il gioco e divertendosi. Curiosità e stupore sono ingredienti importanti in ogni intervento divulgativo. Si utilizzerà però sempre il metodo scientifico, cioè si cercherà di far sì che siano i ragazzi stessi a osservare, misurare, interpretare e formulare ipotesi sulla natura dei fenomeni in atto. Così i giochi proposti, le domande e i suggerimenti vogliono essere soprattutto una guida a ragionare da soli.
Anche gli errori possono essere uno spunto per spiegazioni interessanti: anche se inizialmente un esperimento non dovesse funzionare, l'importante è capirne il perché e cercarne una possibile soluzione.

Interviste

Intervista ad Alberto Angela

Dall'inizio degli anni settanta Angela si è dedicato anche alla realizzazione di programmi di divulgazione: il primo è stato Destinazione uomo nel 1971, una delle prime trasmissioni televisive di tale genere rivolta a un pubblico generalista. A partire dal 1981 ha avuto inizio la serie Quark, al tempo particolarmente innovativa: si misero in campo tutti i mezzi tecnologici a disposizione e le risorse della comunicazione televisiva per rendere familiari i temi trattati: i documentari della BBC e di David Attenborough, i cartoni animati di Bruno Bozzetto usati per spiegare i concetti più difficili, le interviste con gli esperti esposte nel linguaggio più chiaro possibile compatibilmente con la complessità degli argomenti, le spiegazioni in studio. Dal programma-base nacquero diversi spin-off, alcuni dei quali tuttora prodotti: documentari naturalistici (Quark speciale e Il mondo di Quark), finanziari (Quark Economia) e politici (Quark Europa).
Nel 1986 e nel 1987 ha condotto dal Palazzetto dello Sport di Torino, davanti a ottomila spettatori, due prime serate su Rai 1 sui problemi del clima: atmosfera e oceani, cui fecero seguito tre serie televisive che sfruttavano le nuove tecnologie di rappresentazione grafica tramite computer: un viaggio dentro il corpo umano (La macchina meravigliosa, in otto puntate), nella preistoria (Il pianeta dei dinosauri, in quattro puntate), e nello spazio (Viaggio nel cosmo, in sette puntate). Queste serie, realizzate con la collaborazione di suo figlio Alberto, furono tradotte in inglese e vendute in oltre quaranta Paesi europei, americani e asiatici, paesi arabi e Cina inclusi.
Nel 1995 è nato Superquark, nel corso del quale, il 4 giugno 1999, sono state celebrate le duemila puntate del Progetto Quark e relative filiazioni. Di quello stesso anno sono anche gli Speciali di Superquark, serate monotematiche su argomenti di grande interesse sociale, psicologico e scientifico, e la collaborazione al programma televisivo Domenica in, nel quale Piero Angela è stato conduttore di uno spazio dedicato alla cultura. Piero e Alberto Angela sono autori di Ulisse, programma a puntate monografiche riguardanti scoperte storiche e scientifiche.
Parallelamente all'attività divulgativa in televisione, Piero Angela ha svolto e svolge tuttora attività editoriale, sempre a contenuto informativo. Da lungo tempo è curatore della rubrica «Scienza e società» sul settimanale TV Sorrisi e Canzoni; inoltre è stato curatore e supervisore del mensile Quark, da lui stesso fondato nel 2001 e sciolto nel 2006 per mancanza di fondi. Il mensile, ispirandosi all'omonima trasmissione televisiva, trattava temi scientifici in maniera accessibile al pubblico. Piero Angela è anche autore di oltre trenta libri, molti dei quali tradotti in inglese, tedesco e spagnolo, con una tiratura complessiva di oltre tre milioni di copie.

Fonte: Wikipedia

Intervista a Tullio Regge

Laureatosi in fisica a Torino nel 1952, dal 1954 al 1956 frequentò la Rochester University, dove conseguì il dottorato in fisica. Nello stesso periodo decise di dedicarsi allo studio della struttura matematica di particolari soluzioni a simmetria sferica delle equazioni di campo della relatività generale. Dal 1958 al 1959 passò poi un periodo di studi in Germania, collaborando con Heisenberg al Max Planck Institut di Monaco di Baviera.
Proprio a questo periodo, dopo alcuni studi sulla teoria della simmetria in meccanica quantistica, risalgono i suoi contributi alla formalizzazione dei processi d'urto ad alta energia fra particelle (scattering), nei quali, sviluppando un'idea risalente ad Arnold Sommerfeld sull'estensione continua di un momento angolare a valori complessi (che lo condurrà poi al concetto di momento angolare complesso), individuò particolari poli, denominati poli di Regge, di certe funzioni complesse relative alla matrice d'urto (ampiezze d'urto) (cfr. matrice S) di una classe di fenomeni di scattering non relativistico, che diedero il via a importanti capitoli della teoria dello scattering e della teoria delle interazioni forti della fisica delle alte energie. Quest'ultimi lavori porteranno, tra l'altro, alla formulazione dei primi modelli a risonanza duale, preludio alla futura teoria delle stringhe.
Nel 1961 ottenne la prima cattedra di relatività all'Università di Torino, appositamente creata per lui. Sempre negli anni sessanta, definì quello che è oggi noto come calcolo di Regge, una formulazione discreta della relatività generale basata sui simplessi, che lo portò ad introdurre la nozione di gravità discreta, uno dei primi modelli di teoria di gauge su reticolo. Successivamente, nel 1963, ritornò negli Stati Uniti, prima alla Princeton University e poi all'Institute for Advanced Study per volere di Robert Oppenheimer, divenendo membro di questo istituto nel 1964 e rimanendo tale fino agli anni '80.
Nel 1978, ritornò definitivamente in Italia, riprendendo l'insegnamento ed iniziando a collaborare con molti del gruppo di fisici teorici (parecchi dei quali suoi compagni di studi ed altri, suoi allievi) dell'Istituto di Fisica dell'Università di Torino.
Più volte membro della divisione teorica del CERN di Ginevra, dal 1995 insegnò teorie quantistiche della materia presso il Politecnico di Torino, ricoprendo il ruolo di professore emerito della I Facoltà di Ingegneria, e conducendo originali ed innovativi studi e ricerche di meccanica statistica su reticolo, applicati poi alla fisica della materia condensata. Regge fu anche membro dell'Accademia dei XL e dell'Accademia Nazionale dei Lincei e presidente onorario della Società italiana di relatività generale e fisica della gravitazione (SIGRAV).

Fonte: Wikipedia

Intervista a Piergiorgio Odifreddi

Nato in una famiglia di geometri (padre e zii), ha frequentato i primi quattro anni delle elementari dalle Suore Giuseppine, la quinta elementare e i tre anni delle medie nel Seminario Vescovile di Cuneo. Tra i suoi compagni di allora, monsignor Celestino Migliore, già osservatore della Santa Sede alle Nazioni Unite e in seguito nunzio in Polonia. Odifreddi lasciò il Seminario nel 1964.
Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri a Cuneo, dove ha avuto per compagno Flavio Briatore. Ha studiato matematica presso l'Università di Torino, dove si è laureato con lode in logica nel 1973 con Flavio Previale. Si è poi specializzato nella stessa materia negli Stati Uniti (Università dell'Illinois a Urbana-Champaign e Università della California, Los Angeles) dal 1978 al 1980, e nell'Unione Sovietica (Università di Novosibirsk) nel 1982 e 1983.
In Unione Sovietica, come narrato nel capitolo Una spia che andò al fresco del libro La repubblica dei numeri, fu trattenuto per alcuni mesi. L'agente sovietico Viktor Pronine era stato arrestato a Genova per spionaggio industriale[5]. L'Unione Sovietica fermò Odifreddi (secondo Odifreddi stesso per ritorsione) con vari pretesti in Siberia assieme ad altri due italiani (il giornalista Luigi Vismara de Il Giorno e l'uomo d'affari Michelangelo Mazzarelli) a Mosca. Odifreddi racconta che, grazie a un intervento diplomatico dell'allora Ministro degli affari esteri Giulio Andreotti e del Presidente Sandro Pertini, dopo sei mesi i tre italiani vennero rilasciati in cambio della spia sovietica.

Fonte: Wikipedia